Sessant'anni fa ci lanciavamo cosi'

Le prime esperienze, gli errori, le vittime, i progressi del paracadutismo italiano

Castelbenito

Scuola militare di Tarquinia

 

paracadute d39 Salvator - paracadutisti fanti dell'ria - folgore

Prima di parlare di Castel Benito , mi e' d'obbligo trascrivere le parole apparse sul Quindicinale d'Aviazione "ALI" DEL 16-31 dicembre 1960 , e cioe' il discorso del Generale M.O. Goffredo Tonini :     "Il 2 Febbraio 1941, con la caduta di Derna, si chiudeva eroicamente la prima pagina storica del paracadutismo italiano.  Tutto era iniziato ai primi di marzo del 1938, con una circolare del Comando Superiore delle Forze Armate in Africa Settentrionale, diramata a tutti i reparti Nazionali ed Indigeni, che chiedeva urgentemente ufficiali e libici volontari per la costituzione di un reparto di paracadutisti. L'aeroporto tripolino di Castel Benito fu prescelto per impiantarvi la Scuola.

Quivi il 22 marzo cominciarono ad affluire gli uomini che ben presto avrebbero formato il Battaglione Fanti dell'Aria. Io stesso , ero allora maggiore, giunsi quel giorno. Dal 22 al 28 marzo il Ten.Col. Prospero Freri, giunto appositamente da Roma, prendeva in istruzione i volontari, addestrandoli sull'uso del " Salvator D37". Il mattino del 29 marzo eseguivo il mio primo lancio dall'aereo ed assumevo il comando della Scuola Paracadutisti e del Battaglione in formazione. Il 1° aprile effettuavo il secondo lancio ed immediatamente facevo eseguire il primo agli ufficiali ed ai libici. Quindi fino al 15 Aprile prosegui nell'addestramento lancistico, prima individuale, quindi a squadre, con adunata dopo dopo l'atterraggio ed azione tattica. Nel pomeriggio del 16 feci eseguire il primo lancio di massa: 24 apparecchi SM 81 appartenenti al 15° stormo da bombardamento sganciarono circa 300 uomini del 1° BTG. Fanti dell'Aria Paracadutisti Libici. Questa prima fase (29 marzo - 16 aprile) costo' al Reparto 8 morti e circa 30 feriti.  Ciononostante proseguii nell'addestramento, incoraggiato dal Maresciallo dell'aria Italo Balbo, Comandante  Superiore FAAS, che aveva ordinato il reclutamento di un secondo battaglione di paracadutisti. 

La preparazione di questo II° btg. duro' circa 1 mese per cui, il 18 maggio, alla presenza degli ufficiali della Scuola di Guerra, comandai il lancio collettivo del reparto, divenuto il 1° Reggimento Paracadutisti. Purtroppo fu una giornata infausta: su 500 lanciati si contarono 7 morti e 42 feriti!     Tuttavia solo 5 giorni dopo, il 23 maggio, alla presenza di S.M. Vittorio Emanuele III, il rgt. fece la sua comparsa nelle grandi manovre, con un riuscitissimo lancio (2 soli feriti) nella piana di Bir Ganem. Il Re entusiasmato dallo spettacolo di ardimento e di perizia, nomino' Cavalieri della Corona d'Italia gli ufficiali di quel lancio, ed il comandante Ufficiale dell'Ordine di SS.Maurizio e Lazzaro. Dal 16 Aprile al 23 Maggio queste furono le perdite: 15 morti e 74 feriti. Cosi' come poi avverra' per i ragazzi della "Folgore", i Fanti dell'Aria furono impiegati come Fanti di Terra nell'Uadi Bakur ed alla difesa di Derna, coprendosi di onore in battaglia ed infierendo colpi gravissimi al nemico.  Le perdite ammontarono al 50%. I rimanenti feriti e prigionieri iniziarono un'odissea di sofferenze dietro i reticolati dei campi di concentramento per oltre 65 mesi!

Paracadutisti Libici e Nazionali di Castel Benito, caduti nell'ebrezza cosciente di un lancio o nella suprema follia della battaglia, dispersi nei campi di prigionia o sulla strada del ritorno, siete tutti davanti ai miei occhi. E' il vostro comandante, oggi con i capelli bianchi, che vi saluta e, come allora, dopo una manovra riuscitissima, vi dice "BRAVI!"."

La nascita del paracadute D 39 Salvator

Nel periodo " Libico " a Castel Benito , tra i paracadutisti addestrati dal Ten. paracadutista Prospero Freri ideatore del " D 37 Salvator " si erano verificati incidenti mortali. Alcuni di questi erano stati causati da incompleta o mancata apertura del paracadute . Un incidente molto singolare fece riflettere il Freri: un paracadutista libico era precipitato al suolo , mentre il suo paracadute penzolava aperto nel cielo. Dal'esame del materiale si dedusse che il paracadutista allo shock di apertura, era scivolato dall'imbracatura, forse un po lenta, rappresentata da un cinturone, con un solo spallaccio,  cui era agganciato il fascio funicolare unico. Fu cosi' che il paracadute venne poi modificato, co l'applicazione del doppio spallaccio e dei cosciali: era la nascita del " D 39 Salvator "

 

Il paracadute "D37 Salvator" indossato dal suo ideatore Com.te Prospero Fieri ( con un solo spallaccio e senza cosciali )- folgore - ventennio
Il paracadute "D37 Salvator" indossato dal suo ideatore Com.te Prospero Fieri ( con un solo spallaccio e senza cosciali )

 

Castel Benito ( Libia) Paracadutista in tenuta da lancio- folgore - ventennio
Castel Benito ( Libia) Paracadutista in tenuta da lancio

ventennio - Paracadutisti libici in tenuta da lancio in attesa di essere imbarcati- fascismo
Paracadutisti libici in tenuta da lancio in attesa di essere imbarcati